sabato 17 febbraio 2007

Tirano: una città evoluta

Allora, ieri sera a Tirano ci siamo evoluti parecchio. La serata su Darwin e l'evoluzionismo ha riempito la sala del camino di Palazzo Foppoli e qualcuno ha dovuto stare a sbirciare dietro alla porta. Più di quaranta!
L'introduzione di Ruggero Spada ha ricapitolato la storia personale e alcuni aspetti del lavoro scientifico di Darwin: da sola poteva valere l'intera serata, perchè Ruggi è bravo, lo sappiamo, e usa il power point come un regista: buone immagini, brevi commenti testuali inziganti e sfondi chiari che aprono il cuore. Ma la grande sorpresa è venuta dalla relazione principale, quella di Luca Pozzi. Luca è un ragazzo di Valtellina che, quatto quatto, è diventato biologo e poi si è specializzato in lemuri, primati e scimmie varie: insomma un professionista dell'evoluzionismo scientifico, che lavora attualmente presso l'Università di Torino. Beh, Luca ci ha catturato con il suo tono colloquiale e con la semplicità e la linearità della sua esposizione.
L'evoluzionismo è una storia bellissima, incantevole come una fiaba e solida come una roccia.
Peccato che a scuola ci sommergano di poesie a memoria (108 versi di 5 maggio), di poligoni inscritti e circoscritti (chi si ricorda se esistono, dopo un mese?), di luigi 12, 13, 14, 16 e tutti i filippi, franceschi, carli che ammorbano i libri di storia, ma non c'è di fatto un posto per il fenomeno fondamentale della biologia moderna: l'evoluzionismo.
"Secondo Darwin l'uomo discende dalle scimmie", tutti ridono in classe - fine del dicorso. Eppure a scuola si studiano un sacco di generi, specie, classi ecc.. di animali: tutti appesi ad un albero come le palle di natale. Ma che palle! Bene, l'evoluzionismo è la spiegazione del perchè si rappresentano sull'albero e non ad esempio nei cassetti di un armadio (eppure sarebbe più ordinato, infatti i ragionieri hanno gli schedari, mica gli attaccapanni per tutte le loro pratiche)
C'è ostruzionismo nei confronti dell'evoluzionismo! e il motivo è che l'evoluzionismo apre la mente e quando lo si capisce, nulla è più come prima nella tua testa e i tuoi concetti fondamentali ti si ribaltano come a vomitare lo stomaco: quando ti riprendi però sei un altro, il mondo ti appare più comprensibile ed è più difficile condirti via con quattro chiacchiere su cosa è il mondo, cosa è l'uomo, cosa è bene e cosa è male.
Giancarlo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' una questione di sensi (nostri) e di scala.
Più la scala diminuisce, meno le nostre percezioni possono.
E le certezze vanno via via scemando.
Fino a giugere alla banale considerazione che, utilizzando i nostri criteri di percezione, la materia può essere considerata vuota.
E anche questo ti fa vedere tutto sotto una luce diversa.

Giancarlo ha detto...

ma che c'azzecca sto commento?